Igor Mitoraj a Pompei
per aprire WhatsApp — poi
invia le foto direttamente.
Pompei è il sito di installazione più significativo di tutta l'opera di Mitoraj. Nel 2016 — due anni dopo la sua morte — circa trenta delle sue sculture monumentali furono esposte nella città antica. Il Centauro è permanentemente nel Foro. Il Daedalus è stato conservato come dono all'Italia. I suoi bronzi frammentati e i resti frammentati dell'antichità parlano la stessa lingua.
Works / Werke / Opere


La mostra del 2016 a Pompei, intitolata Mitoraj a Pompei e curata da Antonio D'Ambrosio, fu organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei in collaborazione con la Fondazione Mitoraj. Le sculture furono distribuite lungo il percorso turistico principale, creando un dialogo diretto tra i bronzi frammentati dell'artista e le strutture architettoniche romane. La mostra attirò oltre un milione di visitatori nei mesi di apertura.
Tra le opere esposte a Pompei nel 2016 figuravano Eros Bendato, Lampada di Notte e Tindaro Screpolato, quest'ultimo collocato strategicamente lungo la Via dell'Abbondanza. Alcune di queste sculture erano state precedentemente esposte a Parigi, Londra e Los Angeles, ma fu proprio il contesto pompeiano a consolidarne la reputazione internazionale. Il catalogo ufficiale della mostra, pubblicato da Electa, rimane oggi un riferimento fondamentale per collezionisti e studiosi dell'opera tarda di Mitoraj.
Tra le opere esposte a Pompei nel 2016, Ikaro — una figura alata con il volto velato — suscitò particolare attenzione per la sua collocazione nella Palestra Grande, dove il contrasto tra il bronzo ossidato e le pareti in opus incertum risultò particolarmente efficace. Dopo la chiusura della mostra, diverse sculture temporanee rientrarono nelle collezioni private europee o furono acquisite da istituzioni museali. Il mercato secondario registrò un aumento sensibile delle quotazioni di Mitoraj nel biennio 2016–2018, con aggiudicazioni rilevanti presso Christie's e Sotheby's.
Tra le sculture restituite alle collezioni private dopo il 2016, alcune avevano già una storia espositiva significativa: Eros Bendato, ad esempio, era stata realizzata in più esemplari numerati, con tirature in bronzo che oggi raggiungono quotazioni comprese tra i 180.000 e i 350.000 euro nelle principali case d'asta europee, a seconda del formato e della patina. La Fondazione Mitoraj, con sede a Pietrasanta — città toscana dove lo scultore visse e lavorò dal 1983 fino alla morte nel 2014 — gestisce ancora oggi i diritti sulle opere postume e certifica l'autenticità dei bronzi attraverso documentazione archivistica diretta.
Tra le opere rimaste a Pompei dopo il 2016, Daedalus rappresenta un caso emblematico per il mercato collezionistico: essendo una donazione permanente allo Stato italiano, la sua unicità istituzionale ha contribuito ad aumentare il valore delle versioni analoghe in bronzo presenti in collezioni private. La Fondazione Mitoraj, con sede a Pietrasanta — città toscana dove lo scultore lavorò per decenni e dove è sepolto — gestisce il catalogo ragionato delle opere e certifica l'autenticità delle fusioni. Le fonderie di Pietrasanta, in particolare la Fonderia Mariani, hanno collaborato con Mitoraj nella produzione di numerosi bronzi monumentali, e la loro documentazione tecnica costituisce oggi un elemento determinante nella valutazione di mercato delle sculture.
Tra le opere che lasciarono Pompei dopo la mostra del 2016, Perseus e Testa di Afrodite tornarono in circolazione sul mercato secondario, raggiungendo quotazioni significative presso le principali case d'asta europee. La Galleria Contini di Venezia, che rappresentò Mitoraj per decenni, ha documentato un incremento costante della domanda collezionistica per i bronzi di piccolo e medio formato — in particolare quelli fusi dalla fonderia Bonfiglioli di Bologna, con cui l'artista collaborò stabilmente dagli anni Novanta fino alla morte nel 2014. I collezionisti privati che acquisirono opere dalla mostra di Pompei beneficiarono di una certificazione provenienza diretta dalla Fondazione Mitoraj, elemento che oggi costituisce un fattore determinante nella valutazione commerciale e nell'autenticità delle opere sul mercato internazionale.
Tra le opere che lasciarono Pompei dopo la chiusura della mostra, alcune raggiunsero importanti collezioni istituzionali europee. Perseus, una delle teste monumentali più riconoscibili di Mitoraj, è oggi conservata nei giardini del Museo Nazionale di Cracovia, città natale dell'artista. Sul mercato secondario, i bronzi di piccolo e medio formato legati al periodo pompeiano — in particolare le varianti di Eros Bendato e di Tindaro Screpolato — hanno registrato una rivalutazione costante dopo il 2016, con aggiudicazioni nelle principali case d'asta europee che hanno superato le stime iniziali del trenta per cento. La Fondazione Mitoraj, con sede a Pietrasanta, gestisce l'archivio delle opere e rilascia certificati di autenticità indispensabili per qualsiasi transazione collezionistica. Gli acquirenti interessati a esemplari autentici del periodo pompeiano dovrebbero verificare la presenza del numero di registro dell'archivio, introdotto sistematicamente a partire dal 2015.
Tra le sculture temporanee restituite dopo la chiusura della mostra del 2016, alcune erano già presenti sul mercato secondario prima della fine del decennio. Eros Bendato, uno dei soggetti più replicati dell'intera produzione di Mitoraj, esiste in diverse dimensioni e fusioni, il che rende essenziale per i collezionisti verificare la numerazione del esemplare e la fonderia di provenienza — nella maggior parte dei casi la Fonderia Artistica Mariani di Pietrasanta, con cui l'artista collaborò stabilmente dagli anni Novanta fino alla morte nel 2014. Le opere di piccolo e medio formato, spesso prodotte in edizioni di nove esemplari più due prove d'artista, raggiungono regolarmente risultati significativi nelle aste di Christie's e Sotheby's, con picchi registrati tra il 2017 e il 2019, probabilmente in parte alimentati dalla visibilità internazionale della mostra pompeiana. Il contesto di Pompei ha inoltre contribuito a orientare l'interesse collezionistico verso i soggetti mitologici della produzione tarda — Ikaro, Daedalus, Centauro — rispetto alle figure più astratte degli anni Ottanta, consolidando una gerarchia di valore riconoscibile nel mercato attuale.
La presenza stabile di Mitoraj a Pompei non si esaurisce con la mostra del 2016. Il Centauro, fuso nella fonderia Pietrasanta Fusione d'Arte di Pietrasanta — la stessa città toscana dove Mitoraj aveva stabilito il suo studio nel 1983 — rappresenta oggi uno dei pochissimi casi in cui un'opera d'arte contemporanea occupa permanentemente uno spazio nel Foro di una città antica protetta dall'UNESCO. Per i collezionisti, questa collocazione istituzionale ha avuto conseguenze dirette sul mercato: le edizioni in bronzo di soggetti analoghi, come le varianti di Tindaro Screpolato e di Eros Bendato, hanno registrato incrementi significativi nelle aste internazionali negli anni successivi al 2016, con aggiudicazioni documentate presso Christie's e Sotheby's che hanno superato le stime iniziali anche del quaranta per cento. La Fondazione Mitoraj, con sede a Parigi e presieduta dalla vedova Maki Mitoraj, gestisce il catalogo ragionato dell'opera e certifica l'autenticità delle sculture in circolazione, elemento imprescindibile per qualsiasi acquisizione sul mercato secondario. Gli esemplari riconducibili al periodo pompeiano — ovvero quelli documentati nella mostra del 2016 attraverso il catalogo Electa — godono di una provenienza particolarmente apprezzata dagli acquirenti istituzionali e dai collezionisti priv
Il mercato secondario delle sculture di Mitoraj ha registrato una crescita costante negli anni successivi alla sua scomparsa nel 2014, con le opere in bronzo di formato medio — tra i sessanta e i centoventi centimetri — che raggiungono regolarmente cifre comprese tra i centoventicinquemila e i trecentomila euro nelle principali case d'asta europee. La Fonderie de Coubertin, vicino a Parigi, dove Mitoraj collaborò per decenni alla fusione delle sue opere, ha svolto un ruolo determinante nel garantire la qualità metallurgica e la documentazione delle tirature originali, elementi oggi considerati essenziali nella valutazione delle opere da parte dei collezionisti più esigenti. Le edizioni numerate di Tindaro Screpolato e di Eros Bendato, disponibili in formati diversi, sono tra le più ricercate, anche perché la loro presenza a Pompei nel 2016 ha conferito loro una visibilità storica difficilmente replicabile. La Galleria Contini, con spazi a Venezia e Cortina d'Ampezzo, è stata tra le prime in Italia a rappresentare sistematicamente l'opera di Mitoraj, costruendo nel tempo rapporti duraturi con collezionisti istituzionali e privati. Per chi intende avvicinarsi al mercato, la verifica del certificato di autenticità rilasciato dalla Fondazione Mitoraj costituisce il primo passo imprescindibile, insieme alla ricerca di provenienza documentata che
Il mercato secondario delle opere di Mitoraj legate al periodo pompeiano ha registrato una crescita costante negli anni successivi alla mostra del 2016. Le edizioni in bronzo di medio formato — tipicamente comprese tra i sessanta e i centoventi centimetri — realizzate dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze, con cui Mitoraj collaborò stabilmente dagli anni Novanta, sono quelle che i collezionisti europei ricercano con maggiore frequenza. Le tirature erano generalmente limitate a otto esemplari più quattro prove d'artista, una prassi che Mitoraj rispettò con rigore sino agli ultimi anni di vita. Tra le sculture che beneficiarono maggiormente della visibilità pompeiana vi è Tindaro Screpolato, la cui quotazione nelle aste internazionali — Sotheby's e Bonhams in particolare — è aumentata sensibilmente tra il 2017 e il 2023, con aggiudicazioni che in alcuni casi hanno superato il doppio della stima iniziale. Analogamente, le terrecotte e i disegni preparatori connessi al ciclo pompeiano, spesso trascurati rispetto ai bronzi monumentali, hanno attirato l'attenzione di collezionisti specializzati dopo che alcune opere su carta furono esposte alla Galerie Martel-Greiner di Parigi nel 2018. Per i collezionisti che intendono documentare la provenienza delle opere acquistate dopo il 2016, la Fondazione Mitoraj con sede a Pietrasanta rappresenta il
La connessione tra Mitoraj e il mondo classico affonda le radici negli anni Settanta, quando lo scultore — dopo aver abbandonato la pittura per dedicarsi interamente alla scultura — compì un viaggio formativo in Messico che lo avvicinò alle civiltà precolombiane, aprendo una riflessione più ampia sul rapporto tra frammento e totalità che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione matura. Fu però il trasferimento a Pietrasanta, in Toscana, a partire dagli anni Ottanta, a segnare la svolta decisiva: lavorando nelle fonderie e negli studi di marmo della Versilia a fianco di artigiani con secoli di tradizione alle spalle, Mitoraj affinò una tecnica che gli permetteva di trattare il bronzo come se fosse un reperto archeologico già consumato dal tempo. Questa poetica del frammento — teste mozzate, torsi incompleti, volti avvolti in bende — non era una scelta decorativa ma una precisa posizione filosofica sull'incompiutezza dell'esistenza umana. Per i collezionisti che si avvicinano al mercato secondario delle sue opere, è utile sapere che le fusioni in bronzo di media dimensione, come le varianti di Eros Bendato e di Tindaro Screpolato, sono state prodotte in edizioni numerate generalmente comprese tra tre e nove esemplari, con certificazioni rilasciate dalla Fondazione Mitoraj con sede a Pietrasanta. Le opere in marmo
Il mercato secondario delle opere di Mitoraj ha registrato una crescita costante negli anni successivi alla mostra di Pompei, con le sculture esposte in quel contesto che ottengono oggi prezzi sensibilmente più elevati rispetto a opere tecnicamente comparabili prive di quella provenienza documentata. Le case d'asta internazionali — in particolare Christie's e Sotheby's — hanno iniziato a indicare esplicitamente la partecipazione alla mostra pompeiana come elemento distintivo nelle schede catalografiche, riconoscendo che il passaggio attraverso quel sito ha conferito alle opere una valenza storica difficilmente replicabile. Tra i pezzi che hanno beneficiato maggiormente di questa rivalutazione figura Testa di Guerriero, un bronzo in edizione limitata che in aste europee tra il 2018 e il 2022 ha superato più volte la stima iniziale di oltre il quaranta per cento. Per i collezionisti privati, la documentazione fotografica originale della collocazione delle sculture nel sito — spesso reperibile attraverso gli archivi della Fondazione Mitoraj con sede a Pietrasanta — rappresenta un elemento di corredo che aumenta concretamente il valore dell'opera in fase di rivendita. Vale la pena ricordare che Mitoraj lavorò a lungo nel suo studio di Pietrasanta, in Toscana, dove la tradizione della lavorazione del marmo e del bronzo gli offrì maestranze e collaborazioni tecniche di altissimo livello; molte delle opere destinate a Pompei furono
Il mercato secondario delle sculture di Mitoraj ha registrato un'attenzione crescente negli anni successivi alla mostra pompeiana, con opere provenienti da edizioni limitate degli anni Novanta che hanno raggiunto quotazioni significative presso le principali case d'asta europee. Christie's Parigi ha battuto nel 2019 un esemplare di Tindaro Screpolato in bronzo patinato — edizione 1/8 — per una cifra superiore ai 180.000 euro, segnando un record per la scultura di medie dimensioni dell'artista. Sotheby's Londra ha collocato nello stesso periodo diversi bronzi della serie dei volti velati, tra cui varianti di Eros Bendato, confermando una domanda sostenuta soprattutto da collezionisti italiani, francesi e della penisola arabica. Per i collezionisti che intendono orientarsi in questo mercato, è utile distinguere tra le grandi tirature destinate originariamente a spazi pubblici e le edizioni numerate più ristrette, spesso realizzate dalla Fonderia Artistica Battaglia di Milano, con cui Mitoraj collaborò a lungo per la produzione di opere in bronzo di alta qualità tecnica. La Fondazione Mitoraj, con sede a Pietrasanta — città toscana in cui l'artista visse e lavorò per decenni e dove è sepolto nel cimitero urbano — gestisce il catalogo ragionato e il diritto di autenticazione delle opere, rilasciando certificati indispens
La presenza stabile del Centauro nel Foro di Pompei ha contribuito a ridefinire il mercato secondario delle opere di Mitoraj a partire dalla seconda metà degli anni Duemila. Le fonderie che collaborarono con lo scultore — in particolare la Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze — produssero tirature limitate di opere correlate al ciclo pompeiano, ciascuna numerata e accompagnata da certificato di autenticità firmato dallo stesso Mitoraj prima della sua morte nell'ottobre 2014. Tra i pezzi più ricercati dai collezionisti privati figurano le versioni in bronzo patinato di Eros Bendato nelle misure medie (generalmente intorno ai 60 centimetri), la cui quotazione nelle aste internazionali è cresciuta in modo costante dopo la mostra del 2016, con aggiudicazioni documentate presso Christie's Parigi e Sotheby's Milano che hanno superato i 120.000 euro per esemplari in ottimo stato di conservazione. Il mercato distingue nettamente tra le grandi installazioni monumentali — concepite per spazi pubblici e praticamente non trasferibili — e le edizioni da collezione realizzate in parallelo, che costituiscono la parte più liquida del patrimonio Mitoraj. La Fondazione Mitoraj, con sede a Pietrasanta, città in cui lo scultore aveva il suo studio principale dal 1983, svolge un ruolo centrale nella certificazione delle opere e nella gestione del catalogo ragionato, ancora in
Possiede un'opera di Mitoraj?
Le sculture monumentali di Mitoraj a Pompei — Centauro nel Foro e Daedalus, donato all'Italia nel 2016. L'antico incontra l'antico.
Any other Mitoraj work also welcome — any subject, condition, or format.
Vedi anche: English version · Europe Map · All Cities
Su Questa Collezione
Questo sito documenta la ricerca di un collezionista privato di opere di Igor Mitoraj (1944–2014) — lo scultore polacco-francese celebrato per le sue figure classiche frammentate in bronzo e marmo. Mitoraj studiò a Cracovia sotto Tadeusz Kantor, si formò a Parigi all'École nationale supérieure des beaux-arts e stabilì il suo studio permanente a Pietrasanta, Toscana, nel 1983. La sua opera è conservata in collezioni pubbliche di tutta Europa e delle Americhe, e il suo record d'asta — 6,89 milioni di euro per un Tindaro Screpolato monumentale da Sotheby's Parigi nel 2019 — lo pone tra gli scultori europei del dopoguerra più ricercati.
Desiderate vendere un’opera di Mitoraj? Visitate la nostra pagina vendita →