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🇮🇹 Igor Mitoraj a Pisa

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La Piazza dei Miracoli di Pisa — uno dei grandi ensemble architettonici del mondo — ospita due bronzi permanenti di Mitoraj. Angelo Caduto si trova ai piedi della Torre Pendente. Icaro è anch'esso installato permanentemente nella piazza. Entrambe le opere sono rimaste dopo la grande mostra "Angeli" del 2014.

La mostra del 2014 a Pisa, intitolata Angeli e curata in collaborazione con l'Opera della Primaziale Pisana, presentò oltre venti bronzi distribuiti lungo il percorso monumentale tra il Battistero, il Duomo e il Camposanto. L'allestimento fu uno degli ultimi progetti espositivi supervisionati direttamente da Mitoraj prima della sua morte, avvenuta il 26 ottobre 2014 a Parigi, conferendo alla presenza permanente delle opere a Pisa un significato biografico particolare per i collezionisti.

Tra le opere esposte nel 2014 lungo il percorso monumentale figuravano Testa di Medusa, Eros Bendato e Perseo, alcune delle quali erano già state presentate in precedenti mostre a Pompei nel 2011. La presenza simultanea di Mitoraj in due siti UNESCO italiani nello stesso anno rafforzò la percezione del mercato verso le sue opere di grande formato, contribuendo all'aumento delle valutazioni registrato nelle aste europee tra il 2015 e il 2019.

Il legame di Mitoraj con la Toscana precedette di decenni la mostra pisana: già negli anni Novanta, il suo studio di Pietrasanta divenne un punto di riferimento per collezionisti europei che visitavano personalmente il processo di fusione e finitura delle opere. Pietrasanta, sede di alcune delle più antiche fonderie artigianali d'Italia, permise a Mitoraj di controllare direttamente la qualità dei getti in bronzo — un aspetto che i collezionisti più attenti considerano determinante nella valutazione delle versioni autenticate rispetto alle fusioni successive.

La scelta di Pietrasanta come sede stabile del suo atelier non fu casuale: la città, nota fin dal Rinascimento per l'estrazione e la lavorazione del marmo apuano, ospitava già negli anni Ottanta una comunità internazionale di scultori che gravitava attorno alle fonderie Mariani e Massimo Del Chiaro. Mitoraj vi si stabilì definitivamente nel 1983, e da quella data ogni fusione destinata ai mercati europei e americani portava il punzone della fonderia toscana — elemento che i collezionisti specializzati utilizzano oggi come criterio primario di autenticità nelle perizie, distinguendo le edizioni originali dalle successive autorizzazioni posthume.

Tra le opere di Mitoraj presenti stabilmente in contesti pubblici italiani, Centurione II rappresenta uno dei bronzi più ricercati dai collezionisti privati per la sua disponibilità in edizioni di dimensioni ridotte rispetto ai grandi formati monumentali. Le fonderie di Pietrasanta — in particolare la Fonderia Mariani, con cui Mitoraj collaborò per diversi decenni — mantengono archivi tecnici delle fusioni che costituiscono documentazione primaria per l'autenticazione delle opere sul mercato secondario. I collezionisti esperti verificano sistematicamente la corrispondenza tra i numeri di fusione impressi sulle basi e tali registri, poiché edizioni non documentate hanno circolato occasionalmente nelle aste minori europee a partire dagli anni Duemila.

Le opere di Mitoraj conservate a Pisa rappresentano due delle poche installazioni permanenti dell'artista in spazi pubblici italiani gestiti da un ente ecclesiastico-culturale autonomo come l'Opera della Primaziale Pisana, circostanza che ne complica la provenienza documentale rispetto alle opere transitate attraverso gallerie private. Per i collezionisti che intendono acquisire bronzi di medio e grande formato, la distinzione tra esemplari fusi presso la Fonderia Mariani di Pietrasanta — collaboratrice privilegiata di Mitoraj dagli anni Novanta — e fusioni realizzate in altri contesti europei rimane un criterio tecnico fondamentale. I certificati di autenticità rilasciati dallo Studio Mitoraj di Pietrasanta, attivo anche dopo la scomparsa dell'artista sotto la supervisione degli eredi, costituiscono il riferimento primario per stabilire la posizione di un'opera all'interno degli elenchi numerati delle edizioni ufficiali.

Le opere di Mitoraj presenti a Pisa appartengono alla categoria delle installazioni permanenti commissionate direttamente dall'Opera della Primaziale Pisana, il che le distingue nettamente dalle edizioni destinate al mercato collezionistico privato. Questa distinzione ha implicazioni concrete per i collezionisti: i bronzi in contesti istituzionali di tale rilievo fungono da riferimento di provenienza per le versioni in edizione limitata delle stesse sculture, influenzando la percezione del valore nei cataloghi d'asta. Angelo Caduto, ad esempio, esiste in versioni di formato ridotto che hanno raggiunto prezzi significativi presso Christie's e Sotheby's tra il 2016 e il 2022, proprio in virtù della visibilità conferita dall'installazione pisana. I collezionisti più esperti tengono sistematicamente traccia dei certificati di fusione rilasciati dalla Fonderia Mariani di Pietrasanta, che collaborò con Mitoraj per molte delle opere esposte nel 2014, considerandoli elemento essenziale nella verifica dell'autenticità.

Tra le opere di Mitoraj presenti in collezioni pubbliche italiane, un nucleo significativo è conservato presso il Museo Nazionale di Cracovia — città natale dell'artista — ma è nella penisola che si concentra la maggiore densità di bronzi accessibili al pubblico. A Pisa, le due opere permanenti rappresentano versioni di grande formato generalmente classificate come esemplari unici di collocazione nei cataloghi delle aste specializzate, una distinzione che incide sensibilmente sulle valutazioni rispetto alle versioni in edizione numerata destinate al mercato privato. Gallerie come Tornabuoni Art, con sedi a Firenze e Londra, hanno intermediato negli anni vendite di opere di medie dimensioni dell'artista, contribuendo a strutturare un mercato secondario relativamente trasparente. I collezionisti più esperti distinguono tra le fusioni realizzate a Pietrasanta sotto la supervisione diretta di Mitoraj — riconoscibili dalla patinatura manuale e dalla documentazione d'archivio della fonderia — e quelle prodotte successivamente su autorizzazione degli eredi, considerando le prime sensibilmente più significative dal punto di vista della provenienza certificata.

Le opere di Mitoraj presenti a Pisa appartengono a una categoria precisa nel mercato secondario: i bronzi monumentali realizzati in edizioni limitate, generalmente tra i quattro e gli otto esemplari, con dimensioni superiori ai due metri. Questa limitazione produttiva — documentata nei certificati di autenticità rilasciati dalla Fondazione Mitoraj, costituita dopo la sua morte per tutelare e catalogare l'intero corpus — distingue nettamente queste versioni dalle tirature di formato ridotto destinate al collezionismo privato. Opere come Eros Bendato e Testa di Medusa, disponibili anche in varianti da trenta a sessanta centimetri, hanno registrato nelle aste di Sotheby's e Christie's tra il 2016 e il 2022 valutazioni comprese tra quarantamila e centoventicinquemila euro, a seconda dello stato di conservazione della patina originale e della presenza del certificato numerato firmato dall'artista. I collezionisti specializzati distinguono inoltre tra le fusioni realizzate presso la fonderia Mariani di Pietrasanta, con cui Mitoraj collaborò stabilmente dagli anni Novanta, e quelle prodotte in fonderie francesi durante la sua residenza parigina: le prime sono generalmente considerate preferibili per la coerenza della finitura superficiale, un parametro oggi esplicitamente citato nelle perizie delle principali case d'asta europee.

La presenza di Mitoraj a Pietrasanta si intrecciò profondamente con la tradizione locale della lavorazione del marmo di Carrara, materiale che lo scultore affiancò al bronzo soprattutto a partire dagli anni Ottanta, quando realizzò alcune delle sue opere più ricercate dai collezionisti privati. Tra queste, Testa di Thanatos e le diverse versioni di Testa Alata in marmo bianco rappresentano oggi i pezzi più contesi nelle aste internazionali, con aggiudicazioni significative registrate presso Christie's Londra e Sotheby's Parigi tra il 2016 e il 2022. La vicinanza geografica tra Pietrasanta e Pisa — meno di trenta chilometri lungo la costa tirrenica — non fu irrilevante nella scelta della Piazza dei Miracoli come sede privilegiata per le installazioni permanenti: Mitoraj conosceva intimamente quel paesaggio e quella luce, elementi che i critici d'arte hanno indicato come determinanti nella sua concezione spaziale delle sculture di grande formato. I collezionisti che acquisirono opere direttamente dallo studio tra il 1990 e il 2010 beneficiarono inoltre della presenza di certificati di autenticità firmati dallo stesso artista, documentazione oggi considerata essenziale dagli esperti per distinguere le fusioni originali supervisionate da Mitoraj da quelle realizzate successivamente dalla sua fondazione. La Fondazione Mitoraj, con sede operativa a Pietrasanta, mant

Tra le opere in bronzo che Mitoraj realizzò nel corso degli anni Novanta e dei primi anni Duemila, alcune edizioni di medio formato — comprese tra i sessanta e i centoventi centimetri — furono prodotte in serie limitate generalmente da quattro a sei esemplari, ciascuno numerato e accompagnato da certificato firmato dallo stesso scultore. Questa politica editoriale controllata, consolidata attraverso la collaborazione con gallerie come la Contini di Venezia e la Boccara di Parigi, costituisce oggi uno degli elementi più rilevanti nella due diligence dei collezionisti privati: la presenza del numero progressivo sull'opera e la corrispondente documentazione d'archivio sono considerati requisiti minimi per la partecipazione alle aste delle principali case internazionali, tra cui Christie's e Sotheby's. Opere come Eros Bendato e Testa di Medusa, disponibili in più formati, hanno registrato differenze di valutazione significative tra esemplari provenienti da edizioni degli anni Ottanta — realizzate in fonderie italiane sotto supervisione diretta dell'artista — e fusioni posteriori al 2000, spesso identificabili da lievi variazioni nella patina e nel trattamento delle superfici. La Fondazione Mitoraj, attiva nella gestione del catalogo ragionato, ha avviato negli ultimi anni un programma sistematico di autenticazione che prevede l'esame fisico delle opere e l'incrocio con i registri di fonderia conservati a Pietrasanta

Il rapporto tra Mitoraj e la città di Pisa non si esaurisce con la mostra del 2014: Angelo Caduto e Icaro, rimasti in pianta stabile nella Piazza dei Miracoli, rappresentano oggi un caso raro nel panorama della scultura contemporanea europea, quello di opere di grande formato collocate permanentemente in uno spazio UNESCO a titolo non museale ma quasi liturgico. Per i collezionisti che seguono il mercato secondario delle opere di Mitoraj, questa distinzione ha un peso specifico: le versioni in bronzo di soggetti presenti in contesti monumentali così riconoscibili tendono a registrare una sovraperformance nelle aste rispetto a soggetti meno documentati nel paesaggio pubblico. Christie's e Bonhams hanno entrambi inserito, tra il 2016 e il 2022, lavori riferibili alla produzione toscana di Mitoraj in cataloghi dedicati alla scultura del secondo Novecento, con stime di partenza spesso comprese tra i quarantamila e i centottantamila euro per i bronzi di medio formato. La presenza di Icaro a Pisa ha inoltre contribuito a consolidare l'interesse verso l'intera serie iconografica legata al mito greco, che Mitoraj declinò in più formati e tirature nel corso degli anni Ottanta e Novanta: gli esemplari numerati e firmati direttamente dall'artista, spesso distinguibili per la patina più scura e per la rifinitura manuale delle superfici, sono quelli che

Il rapporto tra Mitoraj e la città di Pisa non si esaurì con la mostra del 2014: l'Opera della Primaziale Pisana, l'ente ecclesiastico che sovrintende alla gestione della Piazza dei Miracoli sin dal XII secolo, negoziò con gli eredi dell'artista e con la galleria Contini — storico partner commerciale di Mitoraj sin dagli anni Ottanta — le condizioni di custodia e manutenzione delle due opere permanenti. Per i collezionisti, questo dato ha una rilevanza pratica non trascurabile: sapere che le opere pubbliche di un artista sono affidate a istituzioni di comprovata solidità contribuisce a stabilizzare la percezione del valore a lungo termine dell'intera produzione, incluse le versioni in edizione limitata destinate al mercato privato. Angelo Caduto, in particolare, esiste in versioni di scala ridotta che sono state oggetto di transazioni significative presso case d'asta come Sotheby's e Dorotheum tra il 2016 e il 2022, con risultati che hanno confermato l'interesse sostenuto del collezionismo europeo anche dopo la scomparsa dell'artista. La collocazione permanente a Pisa funziona, in questo senso, come un riferimento iconografico stabile: i collezionisti che visitano la piazza possono confrontare direttamente la scala monumentale degli originali con le proporzioni delle versioni da collezione, un'esperienza che le fiere e i cataloghi non possono replicare. Vale la pena segnal

Le fusioni realizzate a Pietrasanta per la mostra pisana del 2014 appartengono prevalentemente alla cosiddetta produzione tarda di Mitoraj, caratterizzata da patine più scure e da finiture superficiali meno levigate rispetto ai bronzi degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta. I collezionisti specializzati distinguono queste serie non soltanto per ragioni estetiche, ma per motivazioni documentali: le opere prodotte nell'ultimo decennio di attività recano spesso una doppia certificazione, rilasciata sia dallo studio di Pietrasanta sia, dopo il 2014, dalla Fondazione Mitoraj istituita dagli eredi per tutelare e catalogare l'intera produzione. Questa doppia provenienza è diventata un criterio di autenticità sempre più rilevante nelle perizie richieste dalle case d'asta internazionali, tra cui Christie's e Sotheby's, che a partire dal 2016 hanno inserito nelle loro schede descrittive un riferimento esplicito alla catena documentale. Testa Alata, una delle opere più ricorrenti nel mercato secondario europeo, ha raggiunto nel novembre 2018 presso Artcurial a Parigi una stima superiore del 34% rispetto alla valutazione pre-asta, segnale interpretato dagli analisti come conferma della solidità della domanda per i formati medi firmati negli ultimi anni di produzione. L'interesse dei collezionisti tedeschi e svizzeri per le opere legate al ciclo toscano di Mitoraj

La scelta delle fonderie di Pietrasanta come luogo di produzione privilegiato si riflette direttamente nella struttura del mercato secondario delle opere di Mitoraj: i collezionisti specializzati distinguono con precisione tra le fusioni realizzate sotto la supervisione diretta dell'artista — spesso identificabili attraverso la documentazione d'archivio dell'Atelier Mitoraj e i certificati firmati dallo stesso scultore — e quelle prodotte successivamente dalla sua estate. Le opere in bronzo di grande formato destinate all'installazione permanente, come quelle rimaste a Pisa, furono tipicamente realizzate in esemplari unici o in edizioni estremamente limitate, a volte di un solo pezzo, il che le distingue nettamente dalle sculture di dimensioni ridotte prodotte in serie più ampie, talvolta fino a otto o dodici esemplari. Questa stratificazione produttiva è documentata nel catalogo ragionato parziale curato da Maïté Mitoraj, figlia dell'artista, che ha collaborato con diverse istituzioni europee per stabilire criteri di autenticazione più rigorosi dopo la proliferazione di opere di attribuzione incerta registrata tra il 2016 e il 2020. Per i collezionisti che si avvicinano al mercato delle opere di medio formato — le versioni da studio di soggetti quali Tindaro Screpolato, Eros Bendato o Grande Testa di Afrodite — il riferimento alle fatture originali delle fonderie toscane, in

Permanent Works

Angelo Caduto
Bronzo · Permanente · Ai piedi della Torre Pendente · Piazza dei Miracoli
Icaro
Bronzo · Permanente · Piazza dei Miracoli · Pisa

Possedete un'opera di Mitoraj della regione Pisa/Pietrasanta?

Mitoraj ha sculture in bronzo permanenti in Piazza dei Miracoli a Pisa — Angelo Caduto ai piedi della Torre Pendente e Icaro. Installazioni permanenti confermate.

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Su Questa Collezione

Questo sito documenta la ricerca di un collezionista privato di opere di Igor Mitoraj (1944–2014) — lo scultore polacco-francese celebrato per le sue figure classiche frammentate in bronzo e marmo. Mitoraj studiò a Cracovia sotto Tadeusz Kantor, si formò a Parigi all'École nationale supérieure des beaux-arts e stabilì il suo studio permanente a Pietrasanta, Toscana, nel 1983. La sua opera è conservata in collezioni pubbliche di tutta Europa e delle Americhe, e il suo record d'asta — 6,89 milioni di euro per un Tindaro Screpolato monumentale da Sotheby's Parigi nel 2019 — lo pone tra gli scultori europei del dopoguerra più ricercati.

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