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title: "Igor Mitoraj a Pietrasanta — Atelier, Museo & Fonderie"
description: "Igor Mitoraj a Pietrasanta — l'atelier toscano, le fonderie Versilia e le sculture pubbliche. Guida per i collezionisti e i visitatori."
canonical: https://mitoraj-search.com/it/mitoraj-pietrasanta
modified: 2026-09-03
license: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
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# Igor Mitoraj a Pietrasanta

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Pietrasanta è il luogo dove Mitoraj è diventato Mitoraj. Scoprì la piccola città toscana negli anni '70 e rimase legato ad essa per il resto della sua vita. Il suo **Atelier Mitoraj** in Via Santa Lucia era il suo principale spazio di lavoro dalla fine degli anni '70 fino alla sua morte nel 2014. Nel **2023** è stato creato a Pietrasanta un **Museo Mitoraj** permanente.

### Works / Werke / Opere

Atelier Mitoraj · Via Santa Lucia · Atelier & Archives · Permanent
Museo Mitoraj · Fondato 2023 · Collezione permanente

![Complexe Sant'Agostino, Pietrasanta — Fondazione Museo Mitoraj](https://mitoraj-search.com/images/pietrasanta-museum.webp)

**Complesso Sant'Agostino, Pietrasanta — sede della Fondazione Museo Mitoraj . Photo: Davide Papalini , CC BY-SA 3.0**

![Chiostro di Sant'Agostino, Pietrasanta](https://mitoraj-search.com/images/pietrasanta-cloister.webp)

**Cloître de Sant'Agostino, Pietrasanta. Photo: Sailko , CC BY-SA 3.0**

I bronzi prodotti nelle fonderie di Pietrasanta — in particolare presso la Fonderia Mariani e la Fonderia Bonvicini — recano spesso una numerazione in edizione limitata, generalmente da 1/8 a 8/8, con prove d'artista aggiuntive siglate EA. Per i collezionisti, identificare il numero preciso nell'edizione e verificare la provenienza diretta dall'atelier rimane un criterio determinante nella valutazione di un'opera sul mercato secondario.

Parmi les œuvres les plus recherchées issues de la période pietrasantaise figurent les séries *Tindaro* et *[Eros Bendato](/it/mitoraj-eros-bendato)*, dont plusieurs exemplaires ont été exposés en plein air sur la Piazza del Duomo de Pietrasanta avant de rejoindre des collections privées en Europe et au Moyen-Orient. Les collectionneurs avertis privilégient les fontes réalisées avant 2000, considérées comme plus proches de la supervision directe de l'artiste, et s'appuient sur les certificats d'authenticité émis par l'atelier pour établir la traçabilité complète d'une pièce.

La Piazza del Duomo di Pietrasanta ha ospitato numerose importanti mostre temporanee di Mitoraj nel corso dei decenni, tra cui una notevole retrospettiva nel 1999 che ha consolidato la sua reputazione internazionale. Tra le opere monumentali citate regolarmente dai mercanti specializzati figurano *[Ikaro](/it/mitoraj-ikaria)* e *Perseo*, i cui grandi formati in bronzo raggiungono prezzi significativamente superiori rispetto alle edizioni da tavolo.

La collaborazione di Mitoraj con gli scalpellini di marmo della regione — in particolare quelli che operano nelle cave di Carrara, a una ventina di chilometri da Pietrasanta — ha dato vita ad alcune delle sue sculture più imponenti in marmo bianco di Carrara, tra cui *Testa di Ikaro* e diverse varianti di *[Centurione](/it/mitoraj-centurione)*.

La collaborazione di Mitoraj con gli scalpellini della regione ha profondamente segnato la sua opera scultorea in marmo bianco di Carrara. Le opere in marmo originali — distinte dalle edizioni in bronzo — rappresentano pezzi unici il cui valore supera sistematicamente quello delle fusioni numerate. I collezionisti specializzati raccomandano di verificare la concordanza tra gli archivi dell'atelier di Via Santa Lucia e i documenti doganali di esportazione.

Fin dall'inizio degli anni '80, Mitoraj lavorava direttamente negli atelier della Via Stagio Stagi con tagliapietre locali, sviluppando opere in marmo di Carrara che si distinguono tecnicamente dai suoi bronzi per il trattamento della luce e della superficie. Tra queste opere in marmo, *Luce della Luna* e *Grande Testa Addormentata* sono particolarmente apprezzate sul mercato secondario.

Oltre alla Piazza del Duomo, Pietrasanta offre un percorso scultoreo diffuso attraverso le sue strade e istituzioni. La Collegiata dei Santi Stefano e Lorenzo ha ospitato diverse installazioni di Mitoraj all'interno della sua navata, creando un dialogo singolare tra arte contemporanea e architettura sacra medievale. Le opere in marmo bianco di Carrara — estratto a meno di trenta chilometri da Pietrasanta — costituiscono una categoria distinta sul mercato secondario, generalmente uniche o prodotte in tiratura molto limitata.

La relazione di Mitoraj con Pietrasanta non si limitava al suo atelier: la città costituiva anche un laboratorio formale dove l'artista sperimentava la transizione tra marmo e bronzo. Le cave di marmo bianco di Carrara, situate una trentina di chilometri a nord, gli fornivano un materiale che lavorava spesso in parallelo con la fusione, dando vita a varianti di una stessa composizione in due materiali distinti.

La relazione di Mitoraj con Pietrasanta non si limitava alla produzione: la città gli ha anche offerto una rete di collaboratori tecnici che hanno plasmato il suo vocabolario formale. Il marmista Luigi Marcucci e diversi tagliapietre della Via Valeria hanno lavorato direttamente sugli ingrandimenti dei suoi modelli in gesso, traducendo le sue sculture in marmo bianco di Carrara con una precisione che Mitoraj supervisionava personalmente. Su questo mercato secondario, le opere in marmo raggiungono generalmente prezzi superiori del 30-50% rispetto alle fusioni in bronzo dello stesso soggetto.

La relazione di Mitoraj con Pietrasanta non si limitava alla produzione: la città costituiva anche un laboratorio formale dove sperimentava la frammentazione anatomica che sarebbe diventata la sua firma. È a Pietrasanta che ha affinato, nel corso degli anni '80, la sua tecnica di rottura volontaria delle superfici in bronzo, simulando l'usura archeologica su pezzi appena fusi. Tra le opere chiave di questo periodo figura *Testa di Ikaro*.

La relazione di Mitoraj con Pietrasanta non si limitava al suo atelier: collaborava strettamente con gli *scalpellini* locali, questi tagliapietre il cui savoir-faire tradizionale gli permetteva di tradurre i suoi bozzetti in gesso in sculture monumentali in marmo bianco di Carrara. Questa collaborazione, avviata fin dall'inizio degli anni '80, ha dato vita ad alcune delle sue opere più emblematiche in marmo, in particolare *Centurione I* e *Perseo*.

Al di là della Piazza del Duomo, è nel tessuto stesso di Pietrasanta che l'opera di Mitoraj ha trovato il suo radicamento più duraturo. Il Duomo di San Martino ha fatto da cornice a diverse presentazioni di opere monumentali, rafforzando il dialogo che Mitoraj intratteneva consciamente tra i suoi frammenti antichi e l'architettura sacra medievale. La Cappella del Battistero, adiacente alla cattedrale, conserva opere affidate dall'artista stesso alla città.

La relazione di Mitoraj con Pietrasanta non si limitava alla produzione: la città rappresentava anche una rete intellettuale e artigianale senza pari, dove tagliapietre come Luigi Quilici e fonditori specializzati hanno contribuito allo sviluppo di tecniche di assemblaggio proprie dell'artista, in particolare per le opere frammentate caratteristiche della sua maturità.

La relazione di Mitoraj con Pietrasanta non si limitava alla produzione: la città costituiva anche un laboratorio intellettuale dove affinava i suoi riferimenti formali in costante dialogo con i marmisti e i fonditori locali. Selezionava personalmente i blocchi di marmo bianco statuario nelle cave delle Alpi Apuane, imponendo criteri di grana e traslucidità che hanno direttamente influenzato la caratteristica texture delle sue superfici frammentate. La Galleria Contini, presente a Pietrasanta dagli anni '90, ha svolto un ruolo strutturante nella diffusione internazionale delle opere di Mitoraj.

La relazione tra Mitoraj e Pietrasanta non si limitava alla sola produzione: la città costituiva anche un laboratorio formale dove testava la scala delle sue composizioni prima di validare le tirature definitive. È in questo contesto che furono concepite diverse opere cosiddette "di transizione", realizzate tra il 1983 e il 1992, periodo durante il quale Mitoraj abbandonò progressivamente il marmo come materiale principale a favore del bronzo patinato.

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Pietrasanta era la città-atelier di Mitoraj per 40 anni. L'Atelier Mitoraj, il Museo Mitoraj (fondato 2023) e la tradizione delle fonderie della Versilia che ha plasmato tutta la sua carriera.

Any other Mitoraj work also welcome — any subject, condition, or format.

Vedi anche: [English version](https://mitoraj-search.com/mitoraj-pietrasanta) · [Europe Mappa](/it/mitoraj-map) · [All Cities](/it/mitoraj-cities)

## A Proposito di Questa Collezione

Questo sito documenta la ricerca di un collezionista privato per opere di Igor Mitoraj (1944–2014) — lo scultore polacco-francese celebre per le sue figure classiche frammentate in bronzo e in marmo. Mitoraj ha studiato a Cracovia con Tadeusz Kantor, si è formato a Parigi all’École nationale supérieure des beaux-arts e ha stabilito il suo atelier permanente a Pietrasanta, Toscana, nel 1983. La sua opera è conservata in collezioni pubbliche in tutta Europa e nelle Americhe.

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