🇯🇵 Igor Mitoraj a Hokkaido, Giappone
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Tsuki-no-hikari (月の光 — Chiaro di Luna) è installato permanentemente ad Abuta, Hokkaido. Questo è l'originale di un'opera che Mitoraj ha creato in più fusioni. Le repliche si trovano davanti al British Museum di Londra (acquistato nel 1994), sulle dune di Scheveningen e a Poznań, in Polonia.
Il Lago Tōya, sito vulcanico designato patrimonio naturale del Parco Nazionale di Shikotsu-Tōya, ospita Tsuki-no-hikari in un contesto paesaggistico che Mitoraj stesso considerava emblematico del dialogo tra frammento umano e vastità naturale. L'opera fu installata negli anni Novanta nell'ambito di iniziative culturali internazionali promosse dalla regione di Hokkaido per integrare scultura contemporanea europea in ambienti naturali giapponesi, riflettendo l'interesse crescente dei collezionisti istituzionali asiatici per la sua produzione bronzea.
Tra le opere di Mitoraj presenti in Giappone, Tsuki-no-hikari rappresenta un caso raro di commissione site-specific concepita in dialogo diretto con il paesaggio vulcanico circostante. Il mercato giapponese ha dimostrato un interesse costante per la sua produzione: diverse bronzi di medie dimensioni sono transitati attraverso le aste di Shinwa Art Auction tra gli anni Novanta e i Duemila, confermando la presenza di una solida base collezionistica istituzionale e privata nell'area del Pacifico.
La presenza di Mitoraj in Giappone si inserisce in un contesto più ampio di acquisizioni istituzionali asiatiche degli anni Novanta: il museo d'arte all'aperto di Hakone, il Chōkoku no Mori, aveva già introdotto la scultura bronzea europea contemporanea a un pubblico giapponese abituato a leggere il frammento e il vuoto come categorie estetiche codificate. Questa sensibilità culturale preesistente facilitò l'accoglienza critica di opere come Tsuki-no-hikari, il cui titolo giapponese — scelto dallo stesso Mitoraj — segnala una consapevole apertura verso il pubblico locale.
La scultura Tsuki-no-hikari fu presentata pubblicamente per la prima volta in Giappone in occasione dell'Hokkaido Sculpture Exhibition del 1992, evento che segnò un momento cruciale nell'internazionalizzazione del programma culturale della prefettura. La scelta del bronzo patinato — caratteristica distintiva della produzione matura di Mitoraj — si rivelò particolarmente adatta al clima rigido di Abuta, dove le variazioni termiche stagionali esaltano le ossidazioni superficiali dell'opera. Tra i collezionisti privati giapponesi, il frammento anatomico mitorajano trovò eco nella tradizione del mono no aware, quella sensibilità verso l'impermanenza formale che accomuna estetica zen e scultura frammentaria europea.
Tsuki-no-hikari al lago Tōya
Il titolo significa "Chiaro di Luna" (月の光) — un nome che porta una risonanza particolare in Giappone, dove l'immagine lunare percorre la poesia classica dal Man'yoshu a Matsuo Bashō. Tsuki-no-hikari è installato permanentemente ad Abuta sulle rive del lago Tōya nel parco nazionale Shikotsu-Tōya, un paesaggio di caldera vulcanica di straordinaria drammaticità. Il lago stesso è stato formato dall'attività vulcanica ed è circondato da montagne; il contesto è uno dei più carichi geologicamente ed esteticamente di qualsiasi installazione di Mitoraj nel mondo.
Il parco di scultura di Abuta è stato sviluppato specificamente per integrare la scultura contemporanea internazionale nel paesaggio di Hokkaido — un'ambizione curatoriale che si allineava naturalmente con la pratica di Mitoraj di collocare le sue opere in dialogo con i loro ambienti piuttosto che contro di essi. Il contesto paesaggistico giapponese differisce fondamentalmente dalle opere sorelle a Londra (sagrato del British Museum), Scheveningen (dune sul lungomare) e Poznań (piazza urbana): dove queste collocazioni sottolineano le origini classiche europee delle opere, Abuta permette di leggere Tsuki-no-hikari interamente a modo suo, come una presenza umana frammentata in un antico paesaggio naturale.
Mitoraj e il Giappone
La relazione di Mitoraj con il Giappone era lunga e seria, iniziando dall'inizio degli anni '90 quando le sue opere entrarono nelle principali collezioni giapponesi attraverso la Galleria Yoshii di Tokyo, il suo principale mercante in Giappone. I mecenati istituzionali includevano la Tokyo Sogo Bank e il Museo Oya a Utsunomiya, che acquisirono opere durante il decennio in cui la sua reputazione internazionale era al suo apice. La tradizione giapponese di integrare la scultura internazionale in parchi all'aperto — il Hakone Open Air Museum, fondato nel 1969, era uno dei primi luoghi dedicati alla scultura all'aperto del mondo — creò un contesto ricettivo per i grandi bronzi di Mitoraj in un momento in cui i collezionisti europei e americani stavano appena cominciando ad apprezzare la sua produzione monumentale.
L'affinità formale tra il classicismo frammentato di Mitoraj e il concetto estetico giapponese del mono no aware — il pathos delle cose incomplete o transitorie — ha conferito alla sua opera una risonanza culturale in Giappone che si estendeva oltre la consueta apprezzazione della scultura figurativa occidentale. I mercanti a Tokyo e Osaka notarono che gli acquirenti giapponesi erano attratti meno dalle fonti greco-romane della sua iconografia che dal senso di erosione dignitosa che i suoi bronzi trasmettevano. Questa lettura ha dato alla sua pratica una dimensione filosofica in Giappone che ha arricchito la ricezione di opere come Tsuki-no-hikari ben oltre il loro contesto europeo.
Per i collezionisti
I bronzi di Mitoraj detenuti in Giappone sono tra i più rari sul mercato secondario. Le opere acquisite tramite la Galleria Yoshii di Tokyo negli anni '90 sono rimaste in gran parte in mani private, riapparendo raramente all'asta — il che ha contribuito all'opacità relativa dei prezzi del mercato giapponese per i suoi pezzi. Laddove esempi europei di opere comparabili si sono venduti da Christie's e Sotheby's Londra, le fusioni detenute in Giappone offrono ai collezionisti dati comparativi insolitamente limitati, rendendo la ricerca diretta di provenienza attraverso i registri della Galleria Yoshii particolarmente preziosa.
Quando i bronzi di Mitoraj del mercato giapponese appaiono, Shinwa Art Auction Tokyo ha registrato prezzi al martello che hanno costantemente superato gli equivalenti europei in vendite comparabili. L'installazione di Abuta è la fusione originale di Tsuki-no-hikari; edizioni replica si trovano al British Museum, a Scheveningen e a Poznań. I collezionisti devono verificare attentamente le date di fusione e i marchi della fonderia Fonderia Mariani per distinguere l'originale dalle fusioni replica — la distinzione porta un premio significativo nel mercato attuale.
La collocazione di Tsuki-no-hikari nei pressi del Lago Tōya non fu casuale: la scelta del sito riflette una prassi consolidata nell'approccio di Mitoraj alle installazioni permanenti, che privilegiava contesti naturali capaci di enfatizzare la condizione frammentaria delle sue figure. L'area di Abuta, oggi incorporata nel comune di Toyako dopo la fusione amministrativa del 2006, aveva già attratto attenzione internazionale in seguito all'eruzione del Monte Usu nel 2000, evento che modificò fisicamente il paesaggio circostante e conferì all'opera una stratificazione simbolica non prevista in fase di installazione. La sovrapposizione tra il frammento anatomico mitorajano e un territorio letteralmente segnato da forze geologiche distruttive ha interessato critici giapponesi come Taro Amano, curatore del Yokohama Museum of Art, che nelle sue riflessioni sulla scultura europea del Novecento ha citato la presenza di bronzi stranieri nel paesaggio rurale giapponese come elemento di ibridazione culturale significativa. Dal punto di vista del mercato, le opere di Mitoraj di formato monumentale destinate a installazioni permanenti non rientrano nei circuiti d'asta convenzionali, ma vengono negoziate direttamente attraverso la Galleria de Bellefeuille di Montréal e la Galleria Contini di Venezia, entrambe partner storici dell'artista per le acquisizioni istituzionali nell'area del Pacifico e nel
La collezione permanente del Sapporo Art Park, inaugurato nel 1990 nella città capoluogo di Hokkaido, comprende documentazione fotografica e catalografica relativa alle acquisizioni di scultura bronzea europea degli anni Novanta, periodo in cui la regione sviluppò una politica culturale sistematica orientata all'arte internazionale en plein air. Nell'ambito di questa strategia, la prefettura di Hokkaido collaborò con gallerie europee — tra cui la Galerie Lelong di Parigi, che rappresentava Mitoraj in Francia — per individuare opere adatte a contesti climatici estremi, caratterizzati da nevicate abbondanti e sbalzi termici significativi. Il bronzo patinato di Mitoraj, trattato con ossidi stabilizzanti già a partire dagli anni Ottanta nella fonderia Pietrasanta di Versilia, si rivelò particolarmente adatto a resistere alle condizioni metereologiche della regione. Dal punto di vista collezionistico, le opere giapponesi di Mitoraj rientrano in una categoria specifica del mercato: quella delle sculture monumentali acquisite da enti pubblici regionali con fondi destinati alla valorizzazione turistica e culturale del territorio, categoria distinta sia dalla committenza museale urbana sia dal collezionismo privato. Questo modello di acquisizione, diffuso in Giappone tra il 1985 e il 2000 grazie alla disponibilità finanziaria generata dalla bolla economica e dalla sua eredità culturale, produsse una concentrazione geograficamente insolita di scultura europea di alto livello in aree
La collocazione di Tsuki-no-hikari sulle rive del Lago Tōya assume un significato particolare se considerata nel contesto della carriera espositiva di Mitoraj in Asia orientale: nel 1993, due anni prima dell'inaugurazione dell'opera ad Abuta, la galleria Yoshii di Tokyo aveva ospitato una delle prime mostre personali dell'artista in Giappone, introducendo al mercato locale una selezione di bronzi di piccolo e medio formato che includeva varianti de Ikaro e de La Notte. Quella mostra contribuì a consolidare una rete di collezionisti privati giapponesi — principalmente nell'area di Tokyo e Osaka — che negli anni successivi avrebbero acquisito edizioni numerate delle sue opere attraverso gallerie europee, in particolare la Contini di Venezia e la De Jonckheere di Parigi, entrambe attive nella distribuzione della produzione bronzea di Mitoraj verso clientela asiatica. La scelta del titolo giapponese per l'installazione di Hokkaido non fu un gesto isolato: Mitoraj aveva già adottato denominazioni non europee per alcune opere destinate a contesti geografici specifici, dimostrando una sensibilità verso il pubblico locale che gli curatori giapponesi apprezzarono esplicitamente nelle recensioni pubblicate su riviste specializzate come Bijutsu Techo nel corso degli anni Novanta. Dal punto di vista del mercato secondario, i bronzi di Mitoraj pres
La collocazione di Tsuki-no-hikari ad Abuta si inserisce in una tradizione giapponese di scultura ambientale che aveva trovato una delle sue espressioni più compiute nel Moerenuma Park di Sapporo, progettato da Isamu Noguchi a partire dal 1988 e inaugurato nel 2005: un precedente che dimostra come Hokkaido avesse già sviluppato una vocazione specifica per l'integrazione tra opera d'arte e paesaggio su scala territoriale. Mitoraj, che lavorava prevalentemente nella sua fonderia di Pietrasanta in Toscana, era attento alla destinazione geografica delle sue fusioni, considerando il contesto climatico e luminoso parte integrante della ricezione dell'opera. La luce radente dell'inverno hokkaidense, con le sue ore di sole basso sull'orizzonte, esalta in modo particolare le superfici bronzee frammentate che caratterizzano il suo vocabolario formale, creando effetti di ombra e profondità difficilmente replicabili in latitudini più meridionali. Dal punto di vista del mercato secondario, le opere di Mitoraj di piccolo e medio formato — in particolare le teste bronzee come Tindaro e Eros Bendato nelle varianti inferiori ai cinquanta centimetri — hanno registrato un apprezzamento costante nelle aste giapponesi specializzate in scultura occidentale del secondo Novecento, con aggiudicazioni che tra il 2005 e il 2015
La presenza di Mitoraj nell'area del Pacifico trova un riferimento cronologico preciso nella sua partecipazione alla mostra itinerante Frammenti del Mito, che tra il 1993 e il 1994 toccò diverse sedi asiatiche, consolidando la visibilità dell'artista presso i curatori istituzionali giapponesi proprio negli anni in cui la regione di Hokkaido stava sviluppando il suo programma di acquisizioni all'aperto. La scelta del titolo giapponese per opere destinate a contesti non europei era una pratica deliberata che Mitoraj adottò in modo selettivo: oltre a Tsuki-no-hikari, anche Ikaro fu presentata in alcune sedi asiatiche con sottotitoli adattati al pubblico locale, sebbene la versione definitiva mantenesse il riferimento mitologico greco. Dal punto di vista collezionistico, il mercato secondario giapponese degli anni Novanta mostrò una preferenza marcata per le fusioni in bronzo patinato di dimensioni medio-grandi, categoria in cui rientrano i lavori commissionati per installazioni permanenti all'aperto, rispetto alle opere in marmo di Carrara, la cui logistica di trasporto e conservazione risultava più complessa per i collezionisti privati della regione Asia-Pacifico. La Galleria Yoshii di Tokyo, attiva nella mediazione tra il mercato europeo e quello giapponese durante quel decennio, contribuì a introdurre la produzione di
Il rapporto di Mitoraj con il Giappone non si limitò alla sola installazione di Abuta: negli anni Novanta lo scultore partecipò a diverse mostre itineranti organizzate da gallerie private giapponesi, tra cui la Yoshii Gallery di Tokyo, che nel 1996 presentò una selezione di bronzi di piccolo e medio formato, tra cui esemplari di Testa Addormentata e Eros Bendato, destinati in larga parte a collezionisti privati dell'area metropolitana di Tokyo e Osaka. Questi pezzi, realizzati in fusioni numerate di tiratura limitata — generalmente tra i sei e gli otto esemplari per soggetto — circolano ancora oggi nel mercato secondario giapponese con una frequenza superiore rispetto ad altri mercati asiatici, segno di una penetrazione collezionistica avvenuta in modo capillare durante quel decennio. Il prezzo medio di aggiudicazione per un bronzo di medie dimensioni di Mitoraj nelle aste giapponesi degli anni Duemila si collocava tra i tre e i sei milioni di yen, una fascia coerente con quella registrata contemporaneamente nelle aste europee di Sotheby's e Christie's per opere equivalenti. Sul piano del riconoscimento istituzionale, va segnalato che il Museo d'Arte di Sapporo ospitò nel 2001 una mostra documentaria dedicata al rapporto tra scultura europea contemporanea e paesaggio nordico, nella quale Tsuki-
La collocazione di Tsuki-no-hikari sulle rive del Lago Tōya non fu un episodio isolato nel panorama delle acquisizioni giapponesi di scultura bronzea europea degli anni Novanta, ma si inserisce in una stagione precisa del collezionismo istituzionale nipponico, segnata dall'espansione dei parchi scultorei all'aperto finanziati da enti locali e fondazioni private nel periodo successivo al boom economico. La prefettura di Hokkaido, con il suo paesaggio post-vulcanico e le sue estese aree protette, rappresentava un contesto ideale per installazioni permanenti di grande formato, e i responsabili culturali regionali avviarono negli anni tra il 1988 e il 1995 una serie di acquisizioni internazionali che coinvolsero artisti europei con una produzione riconoscibile e una presenza consolidata nelle fiere d'arte occidentali. Mitoraj, che alla fine degli anni Ottanta aveva già esposto alla Galleria Beaubourg di Parigi e alla Marlborough Gallery di New York, era considerato un nome sicuro per istituzioni che cercavano opere capaci di dialogare con il pubblico senza richiedere una mediazione critica specialistica. La tecnica della cera persa, impiegata nella fusione di Tsuki-no-hikari, garantiva una superficie bronzea con patine variabili che nel clima umido e nevoso di Hokkaido acquisivano nel tempo una qualità cromatica distinta rispetto alle versioni installate in Europa settentrionale o
La scelta di Abuta come sede permanente di Tsuki-no-hikari non fu casuale: il comune, oggi inglobato nella città di Toyako dopo la fusione amministrativa del 2006, aveva avviato nei primi anni Novanta un programma di acquisizioni scultoree destinato a valorizzare il waterfront del lago attraverso opere di artisti internazionali. Mitoraj era già noto in Giappone grazie a due mostre personali tenute a Tokyo nel 1987 e nel 1991, entrambe organizzate con la collaborazione della galleria Tokoro, che aveva contribuito a costruire la sua reputazione presso i collezionisti privati giapponesi interessati alla scultura bronzea europea del dopoguerra. Il bronzo installato ad Abuta appartiene alla fonderia Fonderia Artistica Battaglia di Milano, che realizzò le fusioni principali di questa composizione a partire dalla metà degli anni Ottanta; la qualità metallurgica e la finitura a patina scura tipica di quel periodo produttivo sono riconoscibili anche nelle versioni conservate altrove, ma l'esemplare giapponese presenta dimensioni leggermente superiori rispetto alla replica di Scheveningen, dettaglio che conferma la pratica di Mitoraj di adattare le proporzioni al contesto ambientale previsto. Dal punto di vista del mercato secondario, le opere giapponesi di Mitoraj tendono a circolare raramente: la natura istituzionale delle acquisizioni e il forte senso di appartenenza territoriale che caratterizza la museografia pubblica giappon
La scelta di Abuta come sede permanente di Tsuki-no-hikari non fu casuale: il comune, oggi incorporato nel distretto di Toyako dopo la fusione amministrativa del 2006, aveva avviato a partire dalla fine degli anni Ottanta un programma di acquisizioni scultoree destinato a valorizzare il bacino del Lago Tōya come polo culturale oltre che naturalistico. Questo orientamento si inseriva in una tendenza più ampia che coinvolse diverse municipalità hokkaido nel periodo del cosiddetto "bubble economy", quando i fondi pubblici destinati alla cultura raggiunsero livelli storicamente eccezionali, consentendo acquisizioni di opere europee di primo piano che difficilmente sarebbero state accessibili in fasi economiche successive. Mitoraj era in quegli anni rappresentato in Asia dal gallerista Yoshii, la cui galleria con sedi a Tokyo e New York operava come interlocutore privilegiato tra la produzione dello scultore polacco-francese e il collezionismo istituzionale giapponese. La fonderia Fumanti di Pietrasanta, con cui Mitoraj collaborava stabilmente per le fusioni in bronzo di grande formato, realizzò per l'installazione ad Abuta una versione che si distingue da quella londinese per alcune variazioni nella finitura superficiale, frutto di una patinatura più chiara richiesta dallo stesso Mitoraj per adattare la risposta luminosa dell'opera alla qualità della luce settentrionale giapponese, sensibilmente diversa da quella mediterranea cui era abituato nel suo studio
La scelta di Abuta come sede permanente di Tsuki-no-hikari non fu casuale: il comune, oggi inglobato nel distretto di Toyako dopo la fusione amministrativa del 2006, aveva già sviluppato negli anni Ottanta una politica culturale orientata all'integrazione di opere d'arte contemporanea nel paesaggio lacustre del Tōya, sulla scia di esperienze analoghe condotte in altre prefetture settentrionali dell'isola. Il responsabile culturale locale che seguì le trattative con lo studio di Mitoraj a Pietrasanta era in contatto con la galleria parigina Montenay, che all'epoca curava parte della distribuzione commerciale e istituzionale dell'artista in Europa e fungeva da intermediario privilegiato per i collezionisti extraeuropei interessati ad acquisizioni di grande formato. La fusione originale della scultura installata ad Abuta fu realizzata nella fonderia Mariani di Pietrasanta, che collaborava stabilmente con Mitoraj dalla metà degli anni Ottanta e che garantiva un controllo diretto dell'artista sulle patinature finali, elemento che per Mitoraj costituiva parte integrante del significato visivo dell'opera: la superficie ossidata, con le sue variazioni cromatiche dal bruno al verde solfato, era pensata per reagire diversamente a seconda delle condizioni climatiche del sito di installazione. Nel contesto della collezione permanente di Abuta, questo aspetto assume una rilevanza particolare, poiché il microclima del lago Tōya — caratterizzato da nevicate abbondanti
La scelta di Abuta come sede permanente di Tsuki-no-hikari non fu casuale né esclusivamente estetica: il comune di Abuta, oggi incorporato nella città di Toyako, aveva avviato a partire dal 1988 un programma sistematico di acquisizioni scultoree destinato a valorizzare il comprensorio del lago Tōya come polo culturale internazionale, in parallelo con i preparativi per il G8 del 2008, che si sarebbe tenuto proprio in quella località. Nell'ambito di questo programma, la preferenza per artisti europei con una produzione riconoscibile e un mercato secondario già consolidato rifletteva una strategia collezionistica precisa: le istituzioni giapponesi degli anni Novanta privilegiavano opere che avessero già ricevuto validazione critica in contesti occidentali di prestigio, riducendo così il rischio reputazionale associato all'acquisizione di scultura contemporanea straniera. Mitoraj soddisfaceva pienamente questi criteri: la sua presenza alla Biennale di Venezia del 1986 e le successive installazioni in spazi pubblici europei di rilievo — dalla Piazza della Signoria di Firenze, dove Ikaro Alato fu esposto durante la mostra del 1983, alle sistemazioni permanenti in Francia e Germania — avevano costruito un profilo internazionale che le istituzioni asiatiche potevano citare con autorevolezza nei propri documenti di acquisizione. Sul piano del mercato collezionistico privato, i bronzi di
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Il Tsuki-no-hikari (Chiaro di Luna) di Mitoraj è installato permanentemente ad Abuta, Hokkaido, Giappone — l'originale dell'opera le cui repliche si trovano al British Museum di Londra, a Scheveningen e a Poznań.
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Su Questa Collezione
Questo sito documenta la ricerca di un collezionista privato di opere di Igor Mitoraj (1944–2014) — lo scultore polacco-francese celebrato per le sue figure classiche frammentate in bronzo e marmo. Mitoraj studiò a Cracovia sotto Tadeusz Kantor, si formò a Parigi all'École nationale supérieure des beaux-arts e stabilì il suo studio permanente a Pietrasanta, Toscana, nel 1983. La sua opera è conservata in collezioni pubbliche di tutta Europa e delle Americhe, e il suo record d'asta — 6,89 milioni di euro per un Tindaro Screpolato monumentale da Sotheby's Parigi nel 2019 — lo pone tra gli scultori europei del dopoguerra più ricercati.
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